Appello del BDS per il Pride di Zurigo: non usiamo la bandiera arcobaleno e le lotte femministe per nascondere i crimini di Israele!

14.06.2018

Categories: Autres campagnes, Boycott culturel

Il 14 maggio scorso, lo Stato di Israele ha massacrato più di 50 palestinesi che manifestavano contro l’apertura dell’ambasciata statunitense a Gerusalemme e contro 70 anni di pulizia etnica.

Lo stesso giorno, il Pride di Zurigo ha annunciato in pompa magna l’invito di Netta Barzilai, la rappresentante di Israele all’Eurovision 2018. La vincitrice è vivace, si discosta dagli stereotipi di bellezza dominanti, e sostiene il movimento #MeToo1. Attraverso la sua prestazione, Netta Barzilai per molte persone incarna una voce femminista all’interno della Pop Culture, offrendo così alle donne un’immagine forte e positiva. Ma in quanto candidata all’Eurovision, è anche ambasciatrice di uno Stato colonialista.

Quando, ricevendo il suo trofeo, dichiara “la prossima volta a Gerusalemme”, afferma la sua fedeltà alle politiche espansioniste di Israele. In effetti, dopo la vittoria della cantante israeliana, il Primo Ministro Netanyahu ha subito dichiarato “quelli che non vogliono Gerusalemme all’Eurovision avranno l’Eurovision a Gerusalemme”. Tuttavia, Gerusalemme è un territorio conteso sotto occupazione israeliana, in cui i diritti fondamentali della popolazione LGBTQ+ palestinese vengono calpestati. La dichiarazione di Gerusalemme come capitale di Israele ed il suo riconoscimento da parte del governo di Trump legittimano questa politica espansionista.

Le persone LGBTQ+ palestinesi che vivono sotto l’occupazione israeliana in Cisgiordania sono soggette a delle forme di oppressione estreme. Le forze di occupazione israeliane tentano di costringerle a diventare informatori/trici* minacciandole di rivelare il loro orientamento sessuale a delle persone che potrebbero far loro del male. Questa situazione costringe le persone LGBTQ+ a vivere nella paura e ad essere identificate come traditrici in seno alle proprie comunità.

Tel Aviv viene spesso descritta come un paradiso per i/le* giovani palestinesi LGBTQ+ che fuggono dalle proprie famiglie, ma è l’occupazione che le costringe a vivere in esilio, senza permesso, sotto la minaccia costante di una deportazione.

L’occupazione rende difficile o persino impossibile per le persone LGBTQ+ palestinesi di formare dei gruppi di sostegno, il che ha portato i diritti delle persone LGBTQ+ in Palestina alla situazione di decenni di anni fa. Lo Stato di Israele gioca un doppio gioco promuovendo un’immagine progressista opprimendo allo stesso tempo le persone LGBTQ+.

Promuovere le artiste femministe o LGBTQ+ israeliane fa parte della strategia di marketing dello Stato di Israele, finanziata direttamente dal ministero degli Affari esteri per ridare lustro all’immagine di Israele: il pinkwashing. Ma è possibile nascondere 70 anni di occupazione e di violazioni quotidiane dei diritti umani sotto la bandiera arcobaleno?

Lanciamo l’appello al Pride di Zurigo di unirsi alla campagna BDS (boicottaggio, disinvestimento e sanzioni) e di annullare il concerto di Netta per riaffermare l’importanza della solidarietà tra le lotte. Attiviste femministe colonialiste o militanti queer razzist*? Noi non siamo d’accordo!

Vogliamo dei gruppi LGBTQ+ ad immagine del gruppo londinese che ha sostenuto i/le minatori/trici in sciopero negli anni ’80, i gruppi LGBTQ+ che lottano per i diritti delle persone migranti oggigiorno o ancora la brigata queer che combatte contro Daesh in Siria.

Viva la solidarietà tra le lotte contro il patriarcato ed il colonialismo!

 

Appello sottoscritto dai gruppi femministi ed LGBTQ+:

Pinkwatching Israel
Feminista!
Slutwalk Suisse
Asile LGBT Genève
L’Escouade
Gendering (Association)
Outrage Collectif
Frauen*raum Reitschule Bern
Wybernet
Kommunistische Jugend Schweiz – Group LGBTIQ*
Berlin against Pinkwashing

Altri gruppi e collettivi:

BDS Suisse
Parti suisse du Travail, PST-POP
SolidaritéS Vaud
Collectif Urgence Palestine Vaud
JS-Vaud
BACAIA – Bernese Anarchists and Communists against Israeli Apartheid

 

Not Israel’s toy! Chiamata per protestare contro il pinkwashing al Pride di Zurigo

Con un nostro blocco al Pride di Zurigo, vogliamo mostrare che le persone LGBTIQ+ non vogliono l’appropriazione delle lotte femministe ed LGBTIQ* per la propaganda di uno stato razzista e colonialista. Partecipate al Pinkwashing Bloc!

Tuttx alla manif del Pride a Zurigo:

appuntamento alla manif del Pride a Zurigo: sabato 16 giugno alle 13.00 in Helvetiaplatz vicino al grande orologio.

Vestitevi e pitturatevi di rosa e nero! Ci occuperemo dei cartelli!

Inoltre: venerdì 15 giugno, alle 18h30, in karl der grosse, Kirchgasse 14, 8001 Zürich, Erkerzimmer, si svolgerà la conferenza “Pinkwashing and the Palestinian struggle for justice and freedom”, con un’attivista dell’organizzazione queer-lesbica palestinese Aswat, che parlerà delle lotte delle palestinesi LGBTIQ* in Israele/Palesina. E un’attivista del gruppo Berlino contro il Pinkwashing, un gruppo che lotta contro il Pinkwashing israeliano in Europa.

La conferenza sarà in inglese, seguirà una colletta.

 

Traduzione : Frecciaspezzata

 

1 Movimento MeToo#: movimento di ispirazione femminista contro le violenze sessuali ed il sessismo che dal 2017 si è diffuso soprattutto sui social media.

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